mercoledì 29 agosto 2012

Ma cos'è questo spread?


Ho intenzione di dedicare il primo post di questo blog a uno degli argomenti che è sulla bocca di tutti in questo periodo. A casa, al bar, sul luogo di lavoro, chiunque ha sentito almeno una volta negli ultimi mesi la parola spread. Ora il fatto di averla sentita, in alcuni casi fino alla nausea, non rende però più chiaro il suo significato alla maggior parte delle persone.
Molto spesso il telegiornale riassume l'andamento di un'intera giornata di contrattazioni in borsa, di incontri politici ed eventi economici con questo indice che sembra il colpevole di tutti i mali dell'economia. Se lo spread è sceso, sono tutti felici, indipendentemente dalle variabili reali che hanno generato questa variazione dello spread.
Ecco allora che, riprendendo una nota canzone di Rodolfo de Angelis - Ma cos'è questa crisi?, voglio proprio cercare di spiegare lo spread.
Il primo sito che ogni persona guarda alla ricerca di informazioni è naturalmente Wikipedia.
Nella pagina dedicata allo spread si legge:

"In finanza, il termine spread (in italiano differenziale) può assumere vari significati."

Infatti spread sta solamente a indicare una differenza ed è quindi privo di significato se non si specifica da cosa è dato questo valore, cioè i due indici tra cui si fa la differenza.
I giornali e telegiornali parlano di Spread come differenza di rendimento tra i titoli di stato a 10 anni italiani e tedeschi.
Ogni stato europeo, infatti, emette dei titoli di stato per far fronte al proprio debito, e in cambio di questo prestito concede un tasso di interesse. Dato che tutti i paesi dell'unione monetaria europea hanno la stessa moneta, gli investitori internazionali hanno lo stesso rischio di cambio sia che acquistino BUND tedeschi, sia che acquistino BTP italiani. La differenza del tasso di interesse che gli stati devono concedere (al momento attuale l'Italia deve offrire un tasso di interesse decisamente maggiore di quello offerto dalla Germania) è determinata principalmente dall'affidabilità dello stato, cioè dalla fiducia che hanno gli investitori nel fatto che lo stato possa restituire la cifra presa in prestito. 
Se lo spread aumenta, quindi, vuol dire che l'Italia "è più vicina al fallimento" di quanto non lo sia la Germania, ma questo spread può aumentare sia per un peggioramento delle condizioni dell'Italia, ma anche per un miglioramento delle condizioni della Germania.
Paradossalmente, quindi, se la Germania perdesse la sua affidabilità a livello internazionale, i telegiornali potrebbero annunciare che lo spread è calato, anche se i rendimenti che lo stato italiano deve offrire agli investitori rimangono invariati. 
Quello che realmente conta, a livello dell'economia reale, non è lo spread, ma il rendimento dei titoli di stato a livello assoluto.
Per quanto lo spread sia un indice sintentico e apparentemente comprensibile, in realtà nasconde dietro di se, come la maggior parte degli indici, molti fenomeni, che devono essere analizzati nel dettaglio per capire l'effettiva situazione dello stato italiano.

Spero vivamente di essere stato chiaro, sarei molto felice se mi venissero poste domande e/o spunti per i prossimi post attraverso i commenti.

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